giovedì 11 novembre 2010

Vancouver: la metropoli nel verde


Quando si immagina di visitare una città si pensa subito al cemento, alle macchine, allo smog. A volte però le nostre attese son (piacevolmente) deluse, come a Vancouver, grande metropoli, ma immersa nel verde, come tutto il Canada in effetti.
Un ponte sospeso a circa 70 metri d'altezza potrà portarvi in pochi minuti dalla città a una sorta di ''foresta pluviale'' passando sopra lo spettacolare canyon scavato nel corso dei millenni dal fiume Capilano, mentre una funivia (la Skyride), raggiungibile in circa un quarto d'ora in auto dal centro, potrà portarvi fin sulle Grouse Mountains in uno stupendo parco dove si può addirittura fare trekking. Per chi non lo sapesse a Vancouver è anche presente il terzo più grande parco del Nord America, lo Stanley Park, con i suoi cedri e i suoi abeti secolari.
Chi pensa che le grandi metropoli del Canada siano come quelle dei cugini statunitensi si sbaglia di grosso: anche le città sono a misura d'uomo e non sono state costruite rubando terra alla natura, ma cercando di armonizzare il verde e le necessità dell'uomo.


domenica 7 novembre 2010

Il pettirosso della cattedrale


Durante la visita della cattedrale anglicana Church of Christ di Victoria, la capitale del British Columbia, guardate in alto: nel 1929, mentre l'edificio era ancora in fase di costruzione, un pettirosso costruì un nido in un capitello posto sopra un pilastro della navata.
I lavori in quell'area furono sospesi dagli operai fino al momento in cui i piccoli nati in quel nido iniziarono a volare e lasciarono la chiesa. In ricordo di quell'evento, che oggi sarebbe al limite tra utopia e evento da seguire in mondovisione con troupe televisive da tutto il mondo, il responsabile della produzione dei capitelli del cantiere decise di costruire una piccola scultura del pettirosso nel nido da collocare nel luogo del lieto evento, dove si trova ancora adesso.
Per questo la chiesa anglicana è oggi nota come la chiesa del pettirosso.
Il Canada è uno dei paesi più incontaminati del mondo e questo è un esempio che ci fa capire come il rispetto per gli animali da quelle parti sia qualcosa di serio, che si è conservato intatto dagli anni '20 a oggi.

lunedì 1 novembre 2010

Bambini in volo: c'è chi non li vuole

Le compagnie aeree iniziano a temere i bambini. E' proprio così. A chi non è capitato si passare ore di volo in compagnia di bambini piccoli che piangono o magari corrono per i corridoi? Se si tratta di un volo di un'oretta si può sopportare, ma immaginate un viaggio negli Usa, in Canada o addirittura in Australia in queste condizioni?
Alcuni vettori stanno correndo ai ripari, riservando alcuni voli ai soli adulti, magari in viaggio di nozze, e riservandone altri alle famiglie (questo accade su voli per le Baleari), mentre altre compagnie in modo più subdolo tentano di scoraggiare i baby-passeggeri aumentando le tariffe degli optional a loro dedicati.
Il problema è stato invece posto in termini diversi oltreoceano, dove si è puntato il dito sulla sicurezza dei più piccoli, messa in pericolo dalle cinture pensate per gli adulti e anche dagli adattatori per i bambini sotto i due anni, che qualcuno pensa siano più al sicuro su sedili dedicati e non in braccio ai genitori